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lunedì 23 maggio 2011

Fondazione Teatro Vittorio Emanuele di Noto

LORENZO GLEIJESES


uno spettacolo di Lorenzo Gleijeses
con Anna Redi, Manolo Muoio, Lorenzo Gleijeses
regia di Lorenzo Gleijeses
produzione del Teatro Stabile di Calabria

TRAMA:
Cerimonia per un negro assassinato, è un testo dello scrittore spagnolo contemporaneo Fernando Arrabal, "autore di un teatro geniale, brutale, sorprendente e gioiosamente provocatorio." La piéce, catalogata fra le opere più suggestive del teatro dell'assurdo, prende corpo in una dimensione che presto assume dei contorni spiccatamente meta-teatrali, e la vicenda presto supera i limiti propri della finzione per trasbordare nello spazio della realtà, perseguendone una trasformazione irrimediabile quanto inaspettata. Gli interpreti principali, costretti nello spazio claustrofobico di una stanza, non possono evitare di giocare al teatro, in una girandola di personaggi, sorprendenti e stranianti, che nascono, si trasformano e scompaiono senza soluzione di continuità, sotto lo sguardo rapito dello spettatore. Nella nostra visione specifica della vicenda drammatica, il lavoro è diventato, da un lato, uno studio minuzioso su una serie di artisti che non sono riusciti a coniugare la loro visione dell'arte con la vita quotidiana, e che sono rimasti feriti a morte dalla propria stessa arte: poeti maledetti, potremmo chiamarli (Vladimir Majakovskij, Emily Dickinson, Vincent Van Gogh, Anne Sexton, Ian Curtis). Uomini e donne che sentirono la vita troppo intensamente per sopportare di viverla, e la cui concezione assoluta ed esclusiva del proprio universo creativo ha condotto a compromettere irrimediabilmente la stessa esistenza biologica.


venerdì 6 maggio 2011

Displace #1 La rabbia rossa_Muta Imago

10 Maggio 2011 ore 20.45 
Fondazione Teatro Vittorio Emanuele di Noto


Muta Imago presentano Displace#1  La rabbia Rossa


Displace e il senso che ci governa in questo momento particolare delle nostre vite. È la polvere che ci circonda e si deposita,   piano, su tutto. impedendoci di capire cosa abbiamo davvero e cosa oramai abbiamo perso. È la casa che non abbiamo più, o forse quella che non abbiamo mai avuto. Il movimento è il cambiamento costante che caratterizza le nostre vile. È la corsa di un intera civiltà, la nostra, verso la propria inesorabile fine; è il nostro tentativo di ricollocamento di fronte a collasso, a questo scivolamento. È il termine utilizzato in inglese per indicare i rifugiati che vengono “spostati", sistemati più o meno coercitivamente in un luogo diverso da quello ai origine: immigrati, esuli, clandestini. È la storia di una nazione intera vista attraverso gli occhi di una persona sola.
La rabbia rossa  è la prima reazione a questo sentire. Una reazione istintiva, irrazionale primitiva che chiede di accadere presto, ora, prima che si bruci e si consumi. Perche possa essere restituita nella maniera più diretta e schietta possibile, senza troppe costruzioni e abbellimenti di sorta. In questo spazio vuoto e desolato, a terra solo ferro e polvere, le figure sono circondate soltanto da loro stesse, dalle loro visioni, dai suoni che loro stesse producono spostandosi: bloccate in un presente fallo ai niente, fra un passato che non posseggono più e un futuro e un futuro che non riescono nemmeno a immaginare. Poi, lentamente una lotta, una resurrezione. Una guerra contro la luce e il suono, una rinascita dall`oscurità e dall’isolamento; buio e luce che si fanno muscoli e carne. Così da riappropriarsi del proprio corpo, di un volto che possa tornare a essere glorioso e pulsante, risorto, vivo.


http://www.fondazioneteatrodinoto.it/

giovedì 5 maggio 2011

GNOSIS_Vincenzo Carta

10 Maggio 2011 ore 20.45 
Fondazione Teatro Vittorio Emanuele di Noto


Vincenzo Carta_Compagnia WE GO presenta Gnosis#1


Il corpo come strumento di conoscenza ed in particolare, la relazione che intercorre tra movi-

mento, percezione e stati emotivi sono il tema centrale della ricerca coreografica di Vincenzo

Carta. Per questa nuova creazione Carta collabora con Andrea Ferrara in arte Ongakuaw, il
quale parallelamente alla sua attivita scientifica si occupa di musica elettronica ed ha svilup-
pato composizioni digitali usando il corpo come strumento biotico.
Un sistema di elettrodi EEG posizionato sulla testa dei danzatori ne monitora le onde cerebrali
in tempo reale. Queste informazioni sono trasferite a delle interfacce hardware che sono in
grado di decodificare numerosi aspetti dell`attivita cerebrale.
Come strategia compositiva, si è deciso di limitare il campo investigativo ai quattro principali
stati emotivi: meditation, frustration, engagement, instant exitment convertendo queste infor-
mazioni in suoni.
Un suono digitale è abbinato a ciascuno dei quattro danzatori che ne modificano i parametri
attraverso le proprie emozioni. Se da un lato, il feedback delle macchine, rende possibile
l`analisi degli stati emotivi, dall`altro, facendo un lavoro cosciente sulle proprie emozioni, i
danzatori hanno il pieno controllo su tutti gli aspetti della performance, determinando la com-
posizione coreografica ela musica con la sola forza del pensiero.



http://www.fondazioneteatrodinoto.it/