venerdì 20 maggio 2011

Richard Serra

Richard Serra (San Francisco2 novembre 1939) è uno scultore minimalista e videoartista statunitense, conosciuto per il fatto di creare opere d'arte con fogli di metallo. Ha fatto parte del movimento artistico del Process Art.I primi lavori di Serra, nell'ambito dell'espressionismo astratto, consistevano in piombo fuso lanciato verso i muri del suo studio in modo da formare delle macchie. Ancora oggi, però, è più conosciuto per le sue costruzioni minimaliste costituite da grandi rotoli, una sorta di bobine, e fogli di metallo. Di solito, le parti delle sculture si sostengono da soli e ciò enfatizza il peso e la natura dei materiali. Le "bobine" sono disegnate per incurvarsi nel tempo. Le sue sculture passano prima per un processo di ossidazione, ma dopo 8-10 anni, la patina dell'acciaio diventa di un colore che rimarrà relativamente stabile. Serra lavora spesso sul posto, costruendo strutture molto grandi rispetto all'osservatore.Serra è stato uno dei primi artisti a vedere un suo lavoro artistico pubblico rifiutato fisicamente dal pubblico. Nel 1981, Serra installò l'opera Tilted Arc, un arco leggermente curvato, alto 3,50 metri, in acciaio dolce a Federal Plaza, nella città di New York. Ci furono delle controversie sin dal primo giorno di installazione dell'opera. Un'assemblea pubblica del 1985 terminò con una votazione che prevedeva il trasferimento dell'opera, ma Serra protestò, sostenendo che l'opera era ideata per quel determinato sito e non poteva essere spostata altrove. Alla fine, il 15 marzo, l'opera fu smantellata da operai inviati dal governo federale e rottamata. Questi avvenimenti furono descritti in un libro satirico di William GaddisA Frolic of His Own.Nel 2003 Richard Serra espose un'opera, denominata Naples, a Piazza del Plebiscito, a Napoli[1][2]. Quest'ultima rappresenta una spirale, composta, come sempre, in fogli d'acciaio. Oggi è conservata al Museo Guggenheim di Bilbao.Un'altra famosa opera di Serra è la enorme scultura Snake, tre sinuosi fogli d'acciaio che creano un percorso curvilineo, opera permanentemente installata nella galleria più grande del Guggenheim di Bilbao. Nel 2005, il museo in questione espose altre opere di Serra.Il rapporto con la Spagna, comunque, non è stato sempre idilliaco. Nel 2005 il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid annunciò che un'opera di 38 tonnellate era andata perduta [3].Nella primavera del 2005, Serra tornò a San Francisco per installare il suo primo lavoro in spazi pubblici in quella città: due lame d'acciaio di circa 15,24 metri (50 piedi) e del peso di 160 tonnellate, nel principale spazio all'aperto dell'Università di San Francisco. Nella stessa città, nel 2000, aveva installato l'opera Charlie Brown, una scultura di circa 18,28 metri, nel quartier generale di una società. Per favorirne l'ossidazione, inizialmente degli spruzzatori furono puntati sulla struttura. Nel 2006, alla Whitney Biennial, Serra mostrò un disegno raffigurante un prigioniero di Abu Ghraib con il titolo "Stop Bush".





Gaetano Pesce


continuiamo ad approfondire i referenti suggeriti dal docente Marco Elia:
Gaetano Pesce (La Spezia1939) è un architetto e designer italiano.
Ha studiato architettura alla Università IUAV di Venezia, dove nello stesso periodo insegnavano personalità come Carlo Scarpa e Ernesto Nathan Rogers. Frequenta poi l'Istituto di disegno industriale di Venezia. Nel 1959 entra a far parte del Gruppo N, che nasce a Padova: assieme a lui partecipano altri 9 artisti tra cui Alberto BiasiEnnio Chiggioe Milena Vettore, conosciuta qualche anno prima all'istituto veneziano di design. Il gruppo si scioglierà nel 1964.Intanto dal 1962 intraprende la carriera di designer collaborando con B&B Italia alla realizzazione di Up, una serie di sette modelli di poltrone in schiuma poliuretanica che diventano subito una delle icone del design. La più celebre è la UP5 che riprende le forme delle statue votive delle dee della fertilità per dare vita a un vero e proprio manifesto di espressione politica sulla condizione femminile: la società della fine degli anni '60 non è pronta a riconoscere alle donne le loro numerose capacità e le rilega ai margini del panorama politico e sociale. Ben dopo il 2000 Pesce, parlando del concetto di questa sua creazione, sosterrà quanto il tema sia ancora attuale in certi Paesi del mondo. Nel 2000 la B&B Italia decide di riproporre in chiave moderna l'intera serie di poltrone.Nel 1972 partecipa alla mostra presso il Museum of Modern Art di New York: “Italy: The New Domestic Landscape”. Nel 1996 gli è stata dedicata una retrospettiva al Centre Georges Pompidou di Parigi. Oltre al museo francese le sue opere sono esposte presso altri grandi musei del mondo, tra cui il Museum of Modern Art e il Metropolitan Museum of Art di New York e il Victoria and Albert Museum di Londra. Dal 1983 vive e lavora a New York. In questa città ha dato vita alla società Fish Design. Nel 2010 ha creato per Cassina Sessantuna, un'opera composta da sessantuno tavoli che, riuniti insieme, formano la figura del caratteristico stivale, per celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia.




posso farvi una domanda???

spunto per riflettere, domanda fondamentale da porvi per i vostri progetti!!

Do you feel a sense of community where you live? Percepisci una sensazione di comunità nel luogo in cui vivi? É la domanda che si pone Tim Devin nella sua ‘street survey‘, un’indagine condotta con gli strumenti dell’arte pubblica partecipativa.
Un’indagine collocata all’altezza dell’asfalto, che utilizza mappe, statistiche, poesie ed anche, come vedete qui sopra, semplici domande, a cui si può rispondere sì, prelevando un talloncino di carta. E il semplice gesto di non staccare il tagliandino, cosa rappresenta? Un’indifferenza verso questo tipo di domanda, una disattenzione verso un semplice foglio di carta attaccato a un palo o forse un semplice no?
Di Tim Devin, artista di Somerville – Massachussets, avremo modo di riparlarvi presto. I suoi progetti, tanto semplici quanto intriganti, hanno molto da suggerirci rispetto alle modalità di essere cittadini e alle possibilità individuali di contribuire alla rappresentazione e alla costruzione della città.


Molo Santa Lucia










giovedì 19 maggio 2011

Proiezioni interne_PN

Sicuramente è un ottima tecnologia per 'trasmette' un messaggio visivo senza invadere lo spazio con  strumenti che potrebbero distrarre lo spettatore. Mi viene in mente il discorso del prof. Marco Elia a riguardo di rendere l'istallazione udibile.. far sentire i rumori, gli odori e come in questo caso ricreare visivamente una situazione da far conoscere.


martedì 17 maggio 2011

Focus on art and science in the performing arts.

intervento di Vittorio Fiore 
15 Aprile 2011 Palazzo Abela, facoltà di Architetture di Siracusa.



Toyo ito sendai mediatheque

La struttura nata per contenere una biblioteca, un auditorium una galleria d'arte, un caffè e addirittura un cinema, dalla sua comparsa è stata immediatamente accostata al centro Pompidou di Renzo Piano e R. Rogers o alla mediateca di Foster anche per la flessibilità funzionale degli spazi interni. I pavimenti, sono lastre d'acciaio incassate nel cemento e non lasciano percepire la loro presenza se non per un gioco di lastre sottili, la struttura verticale invece sembra simulare degli alberi. La struttura portante realizzata in tubi d'acciaio disposti a spirale, sembra voler contraddire le più elementari regole statiche. Invece, proprio perché l'edificio si trova in Giappone, è stato sottoposto a tutta una serie di regole contro gli effetti di devastanti terremoti, in quell'area possibili. La straordinarietà della Mediateca di Sendai sta nel suo essere profondamente appartenente alla cultura giapponese, ma nello stesso tempo espressione di una architettura che risponde ad una contemporanea esigenza di innovazione, che non ha confini. Un luogo destinato ad accogliere chi deve formare la sua mente e aprirla alle conoscenze che derivano anche dal contatto con l'esterno, non può essere chiusa, deve comunicare ed elevarsi a simbolo essa stressa della comunicazione.
Il tema dell'albero si ripropone spesso nelle opere di Toyo Ito.
Simbolo del contatto tra l'umano e il divino e dell'armonia fra l'uomo, l'anima e la natura, l'albero è presente anche in una delle progettazioni più recenti come il negozio Tod's. La struttura, quando appare illuminata dall'interno la sera, sembra come uno spazio vuoto la cui inimmaginabile consistenza abbia limitato lo sviluppo delle piante o degli alberi che si avviluppano attorno ad essa per contrasto. L'effetto si realizza grazie ad una inaspettata complanarità tra vetro e parete in cemento. E se nella mediateca, gli alberi si rispecchiavano nella superficie e si ritrovavano poi all'interno dello spazio interno, qui sembra che l'albero avvolga e comprima quasi a volere, senza tuttavia potere, introdurre il suo significato altamente simbolico nell'ambito dell'effimero per eccellenza: il mondo della moda. 



http://www.toyo-ito.co.jp/WWW/index/index_en.html






Studio Azzurro_ Milano


Dopo questi intensivi giorni di workshop vi proponiamo gli esempi proposti dal docente Marco Elia per stimolare la vostra fantasia e creatività! 


Studio Azzurro_milano

CORO

Torino, Mole Antonelliana

1995

"Molte e differenti immagini sono proiettate sulla superficie di un grande feltro parzialmente srotolato e posto al centro dello spazio, come un importante tappeto. Sono immagini di corpi distesi, accovacciati, assopiti, palpitanti che formano una tramatura che sembra sostituirsi ai simboli, alle figure di un tradizionale decoro. Un insieme mugolante, né inquieto, né festoso. Corpi neutri che pulsano, attendono. Attendono anche di essere calpestati."
(da " Studio Azzurro, Ambienti sensibili", Electa 1999, pagg.29-39)
Al centro dello spazio un feltro parzialmente srotolato come un grande tappeto; le immagini proiettate formano una tramatura che sembra sostituirsi ai simboli, alle figure di un tradizionale decoro. Tappeto come territorio nomade, come spazio di incontro, come status di simbolo di potere secolare o spirituale, su di esso una nuova cosmografia di corpi inerti, pronti a reagire al nostro passaggio, metafora di una cosmogonia sottoposta ai piedi dei potenti. Un piede preme su una figura calpestandola, essa reagisce, si muove, esclama. Diversi piedi attraversano uno spazio, calcano molte figure che si scompongono, agitano le voci. Un "coro" pian piano prende vita dai movimenti dei corpi.
Descrizione Tecnica :
Installazione interattiva in 9 videoproiettori, 18 diffusori audio, 9 videodischi, 1 PC
 
Crediti:
progetto: Fabio Cirifino, Paolo Rosa; regia: Paolo Rosa; fotografia: Fabio Cirifino; operatore: Riccardo Apuzzo, Mario Coccimiglio; progetto informatico: Stefano Roveda; montaggio: Alberto Morelli; consulenza; etno-archeologica: Giulio Calegari; suoni: Davide Rosa
performer: gruppo teatrale “L’Arrocco” (F. Abenavoli, M. Annunziata, F. Apuzzo, R. Apuzzo, C. Aricò, S. Badjc, L. Barazzetti, S. Bigazzi, A. Bondio, M. Caiazzo, A. Citterio, C. De Angelis, C. Giorgi, I. Kerechi, L. Molteni, A. Parmigiani, S. Petri, S. Polinoro, A. Puppin, D. Sala, G. Sala, D. Sgalippa, M. Sgalippa); produzione: Studio Azzurro in collaborazione con Museo Nazionale del Cinema di Torino per la manifestazione “Omaggio a Studio Azzurro.
vi invitiamo a consultare il sito, è molto ricco e pieno di ulteriori spunti.




Focus on art and science in the performing arts.

Conferenza del 15 aprile 2011 palazzo Abela Facoltà di Architettura, Siracusa.
intervento di Corrado Russo, Direttore Artistico della Fondazione Teatro Vittorio Emanuele di Noto.


Come la logica del tempo e dello spazio così come la percezione del performer e il movimento del corpo possono essere ridefinite.